“Megan is missing”: può un horror essere pedagogico?

02.03.2021

di Andrea Vittoria Apostolo, studentessa 

Asserire che gli adolescenti del giorno d'oggi non siano interessati alla cinematografia di genere horror si tratterebbe di un paradosso smentito anche dalla crescente attenzione che il genere stesso rivolge ai giovanissimi, cercando di creare prodotti il più possibile farciti di caratteristiche che attirino gli adolescenti in sala: come Slenderman del 2018 poggia le sue premesse su una creepypasta che, in quanto tale, è tanto datata quanto attuale, così l'orrore di Bedevil del 2016 è rappresentato da una app assassina impossibile da rimuovere dal proprio cellulare, finché anche Facebook e il mondo dei social network rivelano dei retroscena paranormali in Unfriended e Friend Request. 

(continua...)