Identity Theft e Social Engineering digitale: antropoiesi criminale tra fake e reale

30.04.2020

di Dott.ssa Maria Vittoria Prati, dottoranda di ricerca in diritto penale

I social network hanno mutato profondamente l'aspetto del reato di sostituzione di persona, inizialmente concepito dal legislatore per punire condotte lontane dal mondo digitale. Il reato, previsto dall'art. 494 c.p., prescrive due forme di falsificazione alternative, ciascuna da sola idonea ad integrare la fattispecie. La prima si concretizza nel sostituirsi in toto ad un'altra persona; la seconda, nell'attribuirsi un falso nome e un falso stato, ovvero qualità inesistenti. Sul Web, infatti, cambiare o acquisire un'identità ex novo o altrui, per scopi illeciti, è estremamente facile: i dati sul c.d. furto d'identità digitale, oggi riconducibile al fenomeno del cyber - crime1, sono allarmanti ed è emersa l'esistenza anche di vere e proprie associazioni a delinquere il cui scopo è la vendita e lo scambio dei dati personali altrui illecitamente ottenuti2.
Il bene giuridico protetto dalla norma è la fede pubblica, quindi, anche la pluralità indistinta degli utenti.

(continua...)